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C. Bastasin et al.: Euro-zone, Italy's Responsibility/Euro-zona, la responsabilità dell’Italia

In relazione all'articolo de "Il Giornale" ("Documento choc sul debito"), gli autori del paper pubblicato da SEP con il titolo "Eurozona, la responsabilità dell'Italia" sottolineano come l'articolo dia un'interpretazione distorta dell'analisi originale. In particolare nel testo non si prospetta l'introduzione di una tassa patrimoniale.

Chiunque può prenderne atto consultando il paper.


Euro-zone, Italy's Responsibility

C. Bastasin, L. Bini Smaghi, M. Messori, S. Micossi, F. Passacantando, F. Saccomanni, and G. Toniolo 

image-02/19/2016 - 11:38We are all tempted to say that the worst is behind us once and for all. However, eight years after the crisis started, the stability of the euro-area is still at risk. Despite several attempts to improve the practices and institutions of common governance, European countries sharing the single currency continue to follow divergent trends. The current system does not seem capable of facilitating economic growth and spreading it around the euro-area. We are actually neither sure if available policy tools can significantly reduce risks of instability that have shaken the foundation of the euro-area, nor certain if these tools will allow governments and citizens in different countries to join forces and share appropriate countermeasures.

Monetary policy seems to be the only policy instrument in use, but it may only very gradually bring inflation to normal levels and support economic activity. However, since the use of non-conventional monetary policy also entails risk, we already need to take into account the eventuality that the ECB's quantitative easing will end. Global, geopolitical, or financial factors will affect the duration of the Central Bank's program. However, the March 2017 deadline has been explicitly mentioned by ECB officials, meaning the European economy is already only a year out from facing the end of the bond-buying program that has given it breathing room and stabilized the market for sovereign bonds. 

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image-01/22/2016 - 11:19Siamo tutti tentati di dire che il peggio è, ormai, alle nostre spalle. Eppure, dopo otto anni dall’inizio della crisi, la stabilità dell'euro-area è ancora a rischio. Nonostante diversi tentativi di migliorare le pratiche e le istituzioni di governo dell'Unione, i paesi che condividono la moneta unica continuano ad avere andamenti economici divergenti. Il sistema attuale non sembra ancora in grado di consolidare un percorso di sviluppo. Non siamo nemmeno certi che gli strumenti, di cui disponiamo, riducano significativamente i rischi di instabilità che hanno scosso le fondamenta dall'euro-area, né che permettano a governi e opinioni pubbliche tra loro molto distanti di unire le forze e condividere contromisure adeguate.

La politica monetaria sembra l'unico strumento di politica economica a disposizione. Tuttavia, essa può riportare l'inflazione a livelli normali solo con molta gradualità e incontra limiti nel sostegno dell'attività economica. Per giunta, il ricorso a politiche monetarie non convenzionali incorpora rischi; il che spinge a definire subito limiti di tempo, entro i quali l'allentamento quantitativo dovrà esaurirsi. Saranno le condizioni di carattere geopolitico o finanziario a influenzare la durata del programma della Bce; eppure la scadenza del marzo 2017, evocata dalla stessa Bce, pone fin da oggi l'economia europea di fronte allo scenario dell'uscita da quegli acquisti di attività finanziarie che hanno stabilizzato il mercato dei titoli di Stato ma hanno appena iniziato a dare respiro all'economia.

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