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M. Messori - Il piano italiano di ripresa e resilienza: Come utilizzare una straordinaria opportunità

Il successo di “Next generation – EU” (NG-EU) risulta cruciale affinché, nel periodo post-pandemico, si possa avviare una convergenza e innescare un graduale processo di unificazione fiscale fra stati membri dell’Unione europea (UE). La probabilità di questo successo dipende, soprattutto, dalla capacità dell’Italia di utilizzare i fondi di NG-EU, allocati a suo favore in misura massiccia (grosso modo 209 miliardi di euro, di cui circa 82 come trasferimenti e 127 come prestiti), per arrestare il declino causato da un insieme ormai cristallizzato di ‘colli di bottiglia’. Il programma “Recovery and Resilience Facility” (RRF) gestisce più del 90% dei fondi totali di NG-EU. La costruzione italiana del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che condiziona l’accesso alle risorse del RRF (circa 196 miliardi di euro per l’Italia), svolge perciò un ruolo decisivo nel determinare il futuro della UE e, in particolare, il destino europeo del nostro paese e la conseguente prosperità dei nostri nipoti.    

In quanto segue, si sottolineano cinque elementi del Piano Italiano di Ripresa e Resilienza (d’ora in poi, indicato come PIRR) che sono essenziali per assicurarne l’efficienza e l’efficacia. Il primo elemento consiste nella fissazione di obiettivi ambiziosi, che vanno fondati su pochi progetti incentrati sulla combinazione di riforme e investimenti (cfr. il par. 1). Il secondo elemento sottolinea che gli obiettivi e i progetti devono rispondere a chiare priorità e sfociare in una strategia unitaria; il che richiede il coinvolgimento delle istituzioni e dei corpi intermedi, ma deve poi tradursi in forme accentrate di coordinamento (cfr. il par. 2). Il terzo elemento mostra che un’altra condizione essenziale per la selezione di pochi progetti, in grado di realizzare priorità e strategie unitarie, consiste nella cesura fra le spese di emergenza e le riforme e gli investimenti per lo sviluppo e la resilienza di medio-lungo periodo (cfr. il par. 3). Il quarto elemento pone in luce che, per selezionare pochi progetti idonei a soddisfare le caratteristiche fin qui elencate, occorre una governance appropriata; e tale governance sollecita una distinzione (anche se non una rigida separazione) fra il momento delle scelte strategiche e le fasi di definizione dettagliata e di esecuzione dei singoli progetti (cfr. il par. 4). Il quinto elemento pone l’accento sull’importanza della fase di esecuzione (cfr. il par. 5).

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Il piano italiano di ripresa e resilienza.pdf194.29 KB
The Italian recovery and resilience plan - MM.pdf187.48 KB