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La sfiducia reciproca blocca l’Europa

image-11/14/2014 - 10:20 (di Stefano Micossi, SEP)

Le previsioni d’autunno della Commissione Ue e dell’Ocse confermano che l’economia dell’eurozona si trascina su un sentiero di stagnazione e deflazione dal quale uscirà più lentamente di quanto storicamente osservato nelle peggiori crisi finanziarie. È un sentiero che non garantisce la sostenibilità del debito sovrano dei paesi più indebitati: dunque in fondo alla strada si prospettano dolorose ristrutturazioni in condizioni di acuta instabilità finanziaria. La Commissione riconosce che l’eurozona sembra soffrire di una malattia speciale, ma non può dire chiaramente qual è la malattia; però, non si tratta di un fenomeno misterioso. Il paese leader, la Germania, è interessato alla stabilità interna, non alla crescita, come ha spiegato sul Financial Times l’influente economista tedesco Otmar Issing; mentre il suo colossale avanzo commerciale, che essa non ritiene di dover correggere, e il cambio reale fortemente deprezzato delle merci tedesche generano impulsi deflattivi per tutta l’area. L’inflazione è troppo bassa per lasciar spazio agli aggiustamenti competitivi dei paesi indebitati, i quali comunque implicherebbero ancora più deflazione.

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