Grandi Imprese Estere E Filiere Produttive Italiane: Dall’impatto Sui Territori All’integrazione Delle Pmi Nelle Catene Globali Del Valore

Il progetto 

Perché, malgrado le potenzialità economiche, l’Italia attira meno investitori esteri rispetto alle altre maggiori economie avanzate europee?

La risposta principale va ricercata in fattori esterne alle imprese, in particolare nel sistema burocratico, nella lentezza della giustizia, nel sistema fiscale complesso e soprattutto in un quadro normativo instabile.

Tuttavia, nonostante le difficoltà sistemiche, le imprese a capitale estero presenti in Italia sono riuscite a sviluppare un legame molto forte con le PMI italiane e con il loro indotto locale. Ed è per questo che un’analisi delle filiere attivate dagli investitori esteri in Italia è fondamentale per individuare i punti di forza italiani nell’attrarre nuovi investimenti, nuove tecnologie e nuove conoscenze produttive. Inoltre, l’analisi è anche necessaria per attivare le misure di sviluppo delineate nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR) e contribuire agli obiettivi di diplomazia economica del paese.

Il progetto di ricerca Grandi Imprese Estere E Filiere Produttive Italiane: Dall’impatto Sui Territori All’integrazione Delle Pmi Nelle Catene Globali Del Valore si pone come obiettivo l’analisi del rapporto tra grandi imprese a capitale estero e le filiere produttive italiane


La ricerca 

La ricerca si propone di rispondere ai seguenti interrogativi:

  •   qual è l’estensione in termini di valore aggiunto e occupati delle filiere delle principali imprese a capitale estero?
  •   quali forme organizzative sussistono tra fornitori locali e imprese a capitale estero?
  •   quali sono i vantaggi e i limiti delle diverse forme organizzative?
  •   in che modo le imprese italiane partecipano alle catene globali del valore direttamente o indirettamente attraverso i legami che hanno con le imprese a capitale estero?
  •   quali fattori sarebbe necessario potenziare al fine di rendere le catene più robuste e resilienti?

Attori principali 

Fanno parte del progetto ricercatori Luiss, Confindustria, Istat, Banca d’Italia e una serie di esperti internazionali..

Il gruppo di ricerca è composto da esperti nel settore, ognuno con competenza in un ambito specifico.

Sono coinvolti nel progetto:

Due ricercatori Luiss, Valentina Meliciani e Antonio Majocchi

Due ricercatori Confindustria, Anna Ruocco e Massimo Rodà,

Un ricercatore dell’IMT di Lucca, membro del comitato scientifico dell’Osservatorio, Armando Rungi.

Un ricercatore ISTAT, membro del comitato scientifico dell’Osservatorio, Alessandro Faramondi.

Un ricercatore ex direttore del dipartimento per la produzione statistica ISTAT, membro del comitato scientifico dell’Osservatorio, Roberto Monducci

Un ricercatore Banca d’Italia, membro del comitato scientifico dell’Osservatorio, Roberto Torrini.

Finalità e risultati attesi 

Gli obiettivi della ricerca sono principalmente quattro:

  •  Valutare - dal punto di vista economico e sociale - l’impatto dalla collaborazione tra grandi imprese estere in Italia e PMI;
  •  Identificare elementi qualitativi e quantitativi che consentano di far emergere valide ragioni per attirare nuovi investimenti esteri in Italia attraverso la valorizzazione della presenza di filiere rilevanti per le catene globali del valore;
  •  Individuare case histories di successo e modelli virtuosi di governance delle filiere eventualmente replicabili.
  •  Identificare quei fattori fondamentali che possano essere di supporto al MAECI e alla sua rete diplomatica e consolare nelle loro attività di dialogo permanente con gli imprenditori economici stranieri interessati ad operare nel nostro paese.

 

Prodotti del progetto 

Il progetto di ricerca prevede la produzione di diversi prodotti volti alla diffusione delle analisi condotte, in particolare:

  •   La pubblicazione di un articolo di ricerca in una rivista accademica internazionale.
  •   Pubblicazione di un volume sul tema dell’attrattività e delle filiere produttive ed estrapolazione di una serie di note – con diffusione trimestrale – che riguardano i principali temi trattati nel volume.
  •   Produzione di working paper, policy brief e five bullet point.
  •   Organizzazione di workshop e seminari.